
Nell’ottobre del 1998, in una clinica privata di Londra, un uomo anziano si preparava a sottoporsi a un intervento chirurgico. Una scena ordinaria, quasi anonima. Ma nel giro di poche ore, quella stanza d’ospedale sarebbe diventata il centro di uno dei casi politici e giudiziari più clamorosi della fine del Novecento.

Nel luglio del 1969 l’attenzione di milioni di persone era rivolta alla Luna.
Nei bar, nelle case, nelle sale d’attesa degli aeroporti, i televisori trasmettevano una diretta dallo spazio, con immagini tremolanti e una voce piena di fruscii. Tutti aspettavano lo stesso momento: il primo passo di un uomo sul suolo del nostro satellite.

Prima di diventare un ambiente di lavoro, il cinema è stato un luogo in cui svanire.
Molto prima delle produzioni, delle riunioni, dei preventivi e delle giornate infinite, c’era il buio della sala. Le luci che si abbassavano lentamente, il brusio che svaniva e quella sensazione quasi fisica di abbandonare la realtà per entrare in un mondo altro.